Steelcase International, la divisione Europa, Medio Oriente e Africa di Steelcase Inc., leader mondiale nel settore dei mobili per ufficio, ha rivelato oggi i risultati della prima “indagine sul lavoro in Europa”. Condotta a febbraio da IPSOS Public Affairs, essa ha analizzato vari aspetti, quali l'archiviazione, il comfort, l'ergonomia e il successo. Per l'indagine sono stati intervistati oltre 2.400 colletti bianchi francesi, tedeschi, italiani, olandesi, spagnoli e britannici.
Gli aspetti più fastidiosi del lavoro
Per gli europei, gli aspetti più fastidiosi del lavoro sono: il rumore (59%), i disturbi visivi (46%), la temperatura (43%) e la scarsa luminosità (36%). Si possono notare alcune differenze significative fra i diversi paesi.
- Il rumore è citato da più del 72 % degli impiegati francesi
- I disturbi di tipo visivo sono giudicati i più fastidiosi dagli italiani (53%)
- La scarsa illuminazione naturale viene citata più spesso dai francesi (48%) e dagli italiani (45%)
- I tedeschi sembrano essere i più contenti del proprio ambiente di lavoro, poiché spesso non se ne lamentano. E infatti sono quelli che si lamentano meno dei disturbi visivi (39%), della mancanza di controllo sulla temperatura (28%), della scarsità della luce naturale (24%) e dei propri superiori (15%). Ciò si spiega facilmente col fatto che la legislazione tedesca sugli ambienti di lavoro è molto severa.
- La temperatura negli uffici viene citata principalmente dagli olandesi (48%) e dai britannici (53%), e ciò può essere addebitato alla diffusione di grandi open space con poca possibilità di controllare il vicino sistema di condizionamento: solo il 23% degli impiegati britannici e il 36% degli impiegati olandesi può regolare la temperatura del proprio ambiente di lavoro (la media europea è del 38%).
- Viene da interrogarsi sui dirigenti spagnoli, poiché il 27% dei colletti bianchi di questo Paese li cita fra i 3 maggiori fattori di disturbo sul lavoro!
- L'organizzazione architettonica più comune in Gran Bretagna (open space enormi) può essere alla base delle lamentele dei britannici, che spesso dicono di avere “colleghi fastidiosi” (35%).
Le attrezzature e le competenze in fatto di ergonomia
La possibilità di regolare l'ambiente circostante (sedia, luce, temperatura, altezza della scrivania, ecc.) può limitare alcuni fattori di fastidio. Sebbene quasi tutti gli impiegati europei (88%) possono facilmente regolare l'altezza della sedia, pochi hanno la possibilità di adeguare la luminosità (39%), la temperatura (38%) e l'equilibrio fra la luce artificiale e quella naturale (37%).
- La Germania e i Paesi Bassi sono i Paesi in cui c'è più controllo su questi elementi, grazie a normative nazionali rigorose alle quali le aziende si devono attenere.
- L'Italia è, invece, il Paese in cui la possibilità di regolarli è più scarsa.
La maggior parte degli europei, inoltre, ha la stampante in condivisione (61%) e lo schermo piatto (60%), mentre meno sono le persone (38%) ad avere una stampante propria al lavoro (più in Germania, 52%, e in Francia, 47%). Non c'è una correlazione netta fra la presenza di una propria stampante e una maggiore quantità di stampe.
Inoltre, il 30% degli europei dichiara di utilizzare un portadocumenti, e maggiormente in Spagna (39%) e Italia (52%).
In tutti i Paesi europei, circa ¼ degli impiegati usa un portatile al lavoro (una media del 23%, dal 21% della Spagna al 26% della Germania). Fra quelli che ce l'hanno, la metà ha anche un supporto apposito con tastiera e mouse a parte (50%, di cui 20 ha anche uno schermo piatto).
Il tasso più basso di dotazione tecnologica spetta alla Francia, con solo il 37% del personale in possesso di un portatile e relativo supporto contro circa la metà degli impiegati negli altri Paesi esaminati: il 58% nel Regno Unito, il 55% in Germania, il 51% in Italia e il 48% nel Paesi Bassi.
Il 66% degli europei che usano un portatile al lavoro sanno che è consigliabile avere un sopporto dedicato con tastiera e mouse a parte per mantenere una postura corretta. È nei Paesi Bassi (77%) e in Italia (73%) che le persone hanno maggiormente coscienza dei benefici di questo tipo di attrezzature. Invece, il livello più basso spetta alla Francia (56%).
“Dare all'utilizzatore la possibilità di usare tastiera, mouse e monitor (e non invece costringere lui o lei ad adeguarvisi) è l'unico modo di garantire relax nel movimento mentre lavorano al computer.
Quindi, strumenti come il supporto, la tastiera e il mouse per portatile sono determinanti per una postazione di lavoro corretta dal punto di vista ergonomico per chi usa un portatile. Contribuiscono ad evitare problemi di salute quali i dolori al collo e la sindrome del tunnel carpale”. Benedicte Feltz, esperta di ergonomia Steelcase.
Accesso alla rete
Solo 1/3 dei colletti bianchi europei ha accesso ad una rete wireless (34%). Maggiore il tasso di dotazione in Spagna (47%) e nel Regno Unito (39%). Invece, è la Francia il Paese in cui la rete wireless è meno presente (24%).
In media, le prese sono considerate facilmente accessibili dalla postazione: il 95% degli europei può accedere facilmente alle prese elettriche e l'82% a quelle di rete.
Posizione delle scrivanie
Quasi tutti gli impiegati europei hanno ancora scrivanie posizionate male rispetto alla finestra: il 22% le da le spalle e il 21% è invece proprio di fronte.
Stare scomodi al lavoro
Il problema più frequente per questi lavoratori è l'affaticamento visivo (il 20% ne risente quotidianamente, il 59% almeno una volta a settimana). Poi viene il dolor di schiena (il 12% ne risente ogni giorno, il 46% almeno una volta a settimana) e il dolore al collo (l'11% ogni giorno, il 44% almeno una volta a settimana):
L'affaticamento visivo è più sentito in Francia (il 31% ogni giorno, il 71% almeno una volta a settimana). Ciò si può spiegare con il fatto che i francesi sono quelli che meno di tutti hanno una scrivania nella giusta posizione perpendicolare alla finestre (52%), contro una media europea del 56%. La Spagna è il secondo Paese che si lamenta di più dell'affaticamento visivo (63%): le scrivanie non sono posizionate bene, mentre gli spagnoli sono quelli che passano più tempo davanti al computer (l'83% passa più di 6 ore al giorno davanti allo schermo). Fortunatamente hanno una buona dotazione di attrezzature ergonomiche, altrimenti i risultati potrebbero essere ancora peggiori.
“Attenzione ai preconcetti!”, mette in guardia Benedicte Feltz, il computer affatica gli occhi e peggiora alcuni difetti visivi, ma non li causa. L'occhio è soggetto a livelli variabili di illuminazione, compresi quelli dello schermo. È l'esigenza di adattarsi continuamente che crea affaticamento. L'occhio si muove dallo schermo all'ambiente circostante circa 20 volte al minuto. Ogni volta l'iride si contrae e si dilata, il che significa che la pupilla cambia dimensioni circa 10.000 volte nell'arco di una giornata lavorativa di 8 ore! Il muscolo che controlla questa dilatazione può subire una paralisi temporanea e causare così problemi visivi e mal di testa. Per evitare ciò, bisogna adeguare il livello dell'illuminazione al tipo di attività svolta, evitare i contrasti e gli abbagliamenti e preferire un'illuminazione integrata (diretta e indiretta)”.
Il dolore al collo è citato principalmente in Italia (il 55% degli italiani ne soffre almeno una volta a settimana), in Francia (53%) e in Spagna (53%). Non c'è una correlazione univoca fra la mancanza di attrezzature ergonomiche e il dolore al collo. In Francia, esso può essere spiegato in questo modo (solo il 37% degli impiegati francesi ha a disposizione un supporto per portatile e tastiera e mouse a parte), ma non in Italia e in Spagna.
Gli stessi 3 Paesi ospitano il maggior numero di persone che soffrono di mal di schiena (il 54% dei francesi, il 54% degli spagnoli e il 51% degli italiani accusano simili dolori almeno una volta a settimana). Sono quelli che hanno meno possibilità di regolare la propria poltrona. Tuttavia, ciò è ancora più vero nel Regno Unito eppure lì gli impiegati lamentano mal di schiena e comunque un gran numero di italiani, francesi e spagnoli hanno la possibilità di regolare la propria poltrona.
A prescindere dal tipo di disagio esaminato, gli olandesi sono quelli che soffrono meno di questo tipo di disturbi. Sembra che siano quelli che si lamentano meno di tutto: o hanno uffici perfetti, oppure in generale non si lamentano del lavoro!
“La ricerca indica che la stragrande maggioranza delle persone non sa come ottimizzare la regolazione della propria sedia a seconda della propria altezza, peso e postura. Bisogna pensare al mal di schiena e agli altri disagi non semplicemente come conseguenza di sedute indadeguate, ma anche come conseguenza di un cattivo. Le sedie Steelcase sono facili e intuitive da regolare, grazie a leve laterali a portata di mano, libricini delle istruzioni, formazioni sul posto di lavoro, Internet e regolazioni semplici”.
Infine, il 77% dei colletti bianchi europei passa 4 o più ore al giorno al lavoro davanti al computer, spaziando dal 73% dei francesi all'83% degli spangoli.
I nostri ricercatori
I nostri programmi di ricerca e di sviluppo dei prodotti hanno un approccio olistico all'ergonomia dell'ufficio. Teniamo conto della postura, dei movimenti, delle sensazioni e del modo di lavorare delle persone, e di come influiscono sull'ambiente di lavoro i colori, l'acustica, la temperatura e la qualità dell'aria. Inoltre, la nostra ricerca dimostra anche che le nuove tecnologie e i nuovi modelli organizzativi influiscono sul lavoro, sullo spazio e sul l'odierna cultura aziendale. Prima i dipendenti stavano più che altro dietro alla propria scrivania, oggi sono liberi di muoversi e usare lo spazio molto più liberamente.
Steelcase sta per lanciare una nuova conferenza sull'ergonomia il cui obiettivo è quello di aiutare le organizzazioni a inquadrare questioni d'interesse comune quali la salute e il comfort, che toccano tutti sul posto di lavoro, e che cosa esse possono fare progettando bene. Si tratta di migliorare l'ergonomia sul posto di lavoro, con effetti positivi sulla salute e sul benessere.